Pillole di startup

 

Ecco le 10 migliori startup cleantech italiane

40South Energy, 
Beta Renewables, BMSolar,
 Directa Plus,
 Electro Power Systems, 
i-EM,
IpadLab, 
Newlisi, 
Personal Factory e
Underground Power sono le dieci aziende italiane giudicate maggiormente innovative nell’ambito dell’energia e del cleantech.

La classifica è stata stilata da Italy Cleantech Network e resa pubblica attraverso un report completo che si intitola ‘Italy Cleantech 10 report: a lens on innovative Sme in Italy’ che è possibile scaricare gratuitamente da questa pagina web. Il report è stato realizzato da Cleantech group con la partecipazione di un panel composto da rappresentanti dei principali investitori italiani che operano deal anche nel settore specifico, tra loro i nomi di 360 Capital partners, Ambienta, Enel, Intesa Sanpaolo che hanno analizzato le oltre 150 candidature pervenute giungendo a definire la classifica delle prime dieci tenendo presente sia le tecnologie sia le potenzialità di sviluppo e di mercato.

da startupbusiness.it

 

Il boom dell’E-commerce via mobile: +255%. Gli acquisti tramite smartphone passano da 144 a 510 milioni. La ricerca dell’Osservatorio del Politecnico di Milano.

Gli acquisti tramite smartphone passano da 144 milioni a 510 milioni di euro. Quelli effettuati via tablet valgono 1 miliardo di euro. Crescono le vendite on line tramite tecnologia mobile. I dati dell’Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano tracciano il quadro di un mercato online in continua espansione, in controtendenza rispetto ai consumi dei canali offline che risentono più pesantemente della situazione economica negativa. I web shopper sono più di 14 milioni (quasi il 50% dell’utenza totale Internet) e il 90% dei loro acquisti è fatto tramite carta di credito o Paypal: quest’anno l’ecommerce registra un incremento, a doppia cifra, del 18% rispetto al 2012 (95% rispetto al 2009) e che porta le vendite da siti con operatività in Italia a 11,3 miliardi di euro.Uno dei fattori principali di questo boom è la sempre maggiore diffusione di tablet e smartphone insieme alla crescita delle Dot Com, dei club di acquisti online e al successo dei progetti multicanale: le spese tramite smartphone passano da 144 milioni a 510 milioni di euro, quelle via tablet valgono 1 miliardo, insieme raggiungono il 12% del totale e-commerce.

«Il mobile commerce ha rappresentato da solo oltre il 20% dell’intera crescita annua e ha superato il mezzo miliardo di euro di transato – ha commentato Alessandro Perego, responsabile scientifico dell’Osservatorio B2c Netcomm – inoltre grandi benefici sono dati dalle strategie di multicanalità che prevedono la commistione di canale fisico e canale online: si ottengono un più efficace trasferimento delle informazioni e dei processi di punto vendita più agevolati grazie a modalità come quella del “Prenota online e ritira in negozio”.Chi, tra i merchant, ha attivato iniziative multicanale ben costruite, sta conseguendo benefici importanti nella generazione di fatturato aggiuntivo. Da un lato, infatti si registra un aumento della spesa complessiva di un cliente già acquisito che, grazie alle nuove occasioni di acquisto su Web e sul Mobile, alla possibilità di acquistare online quanto non presente o andato esaurito sul punto vendita, spende fino al 10-20% in più di quanto spendeva prima. Dall’altro si acquisiscono nuovi clienti grazie alla maggiore copertura geografica o grazie all’estensione degli orari di apertura rispetto a quelli classici del negozio».

Il mercato italiano ha delle peculiarità: il peso dei servizi prevale su quello dei prodotti «con il 61% delle vendite – aggiunge Riccardo Mangiaracina, responsabile dell’Osservatorio – i prodotti, invece, conquistano il 39% delle vendite. Nei mercati stranieri il peso dei prodotti va dal 65% all’80%». Anche la penetrazione sul totale delle vendite reali pone il nostro paese in una posizione di svantaggio rispetto ad altri: nei paesi più maturi (UK, USA, Corea e Giappone) oscilla tra 10% e 14%, in Germania , Francia e Spagna tra 8,6% e 4,5 %, noi ci attestiamo al 3% più vicini ai paesi emergenti. «Il nostro mercato ha dei trend interessanti – dice Robero Liscia, presidente di Netcomm – il numero di consumatori che hanno fatto almeno una volta nella vita l’esperienza di acquisto online di prodotti di abbigliamento è cresciuto di oltre un milione di unità negli ultimi dodici mesi. In generale, circa il 12% delle transazioni sono originate via App o su siti per dispositivi mobili, mentre per quanto attiene il gradimento dell’esperienza d’acquisto il 90% dei consumatori dà un voto superiore a 7 allo shopping online, ma la percentuale sale al 94% per chi compra abbigliamento online».

La crescita dell’intero mercato e-commerce, stimato a livello globale a 899 miliardi, non accenna a fermarsi e nemmeno il numero di posti di lavoro creati direttamente e indirettamente dal settore. Anche la crescita del Mobile Commerce, inteso come il valore delle vendite al consumatore finale da parte di merchant con operatività in Italia, mediante mobile site o applicazioni per smartphone, con un incremento del 255% passa da 144 milioni di euro nel 2012 a 510 milioni di euro nel 2013. Ad esse si aggiungono le transazioni effettuate via tablet, pari a un miliardo di euro. Inoltre per lo sviluppo dell’e-commerce «saranno sempre più determinanti – dice Alessandro Perego – tutti quei modelli di business volti a fornire al cliente un vantaggio in termine di prezzo: fino ad oggi abbiamo assistito al boom dei siti di Couponing, delle vendite a tempo, degli outlet online, dei comparatori di prezzo, ma ci sono ancora molti modelli in fase di sviluppo, come ad esempio quelli che puntano alla condivisione delle risorse (casa vacanza, auto, ecc.) o al riuso di prodotti (tipicamente nel fashion)».

da corriereinnovazione.it

 

360 competition. le declinazioni della vittoria

La giuria ha scelto CharityStars. Il premio da 360mila dollari di 360by360 è quindi andato alla startup che raccoglie soldi per scopi benefici ‘vendendo’ i personaggi famosi a chiunque li desideri. CharityStars vende di tutto dalla maglietta del calciatore alla cena con la diva del gossip. La giuria era preparatissima, nomi di grande esperienza, imprenditori, giornalisti, investitori che la sanno lunga e questa è garanzia del fatto che il progetto di Francesco Nazari Fusetti (founder di CharityStars) sia potenzialmente un grande successo.

All’evento organizzato nella magnifica cornice della tenuta di Fontanafredda, a Serralunga d’Alba, hanno partecipato molte altre start-up e ognuna di loro in qualche modo ha vinto. Certo i 360mila dollari messi in palio da 360 Capital Partners sono andati a CharityStars, ma io ho visto brillare la vittoria, anche quella che ancora deve arrivare sotto forma di assegno o di conquista del mercato, negli occhi di Gioia Pistola che oltre a lavorare per sviluppare la sua Atooma è diventata una riconosciuta esperta di impresa legata all’innovazione del settore mobile che anche grandi organizzazioni interpellano per avere consigli e suggerimenti. Negli occhi di Daniele Regolo che conosco dal tempo in cui muoveva i primi passi con la sua Jobdisabili e che oggi è cresciuto, ha messo insieme un team formidabile e continua a investire sul progetto anche con il supporto di U-Start.

Ho visto la vittoria negli occhi di Sebastiano Bertani di Tanaza che nonostante le difficoltà burocratiche (e concetti come il ‘de minimis’) continua a fare sua la missione di rendere l’accesso a internet – da tutti ritenuto fondamentale per lo sviluppo dell’economia, della cultura e del futuro del Paese – più facile e pervasivo. Negli occhi delle fondatrici di Buru Buru che ancora ricordano la fatica e la grande opportunità dello speed dating di Startupbusiness a Smau dello scorso anno che sono venute fino nelle langhe per raccontare la loro storia.

E poi ancora Alessandro Tocchio che tra pochi giorni concluderà il suo percorso di dottorato, un momento che sarà un grande traguardo ma anche un nuovo inizio nel suo dedicarsi ulteriormente alla sua Tensive; così sono anche gli occhi di Luca Rossettini che sta trasformando il suo grande sogno di diventare astronauta in un’azienda innovativissima e in una grande emozione imprenditoriale. E anche Matteo Colò di Wanderio, che benché sia un po’ sotto pressione, per accelerare con lo sviluppo del suo business non rinuncia ad andarlo a raccontare in ogni occasione in cui ci possono essere potenziali partner industriali e finanziari, cosa che fa anche Massimo Scarpis di Shackechat con una presentazione tra le più divertenti che si sono viste ultimamente tra le tante business plan competition.

E così fa anche Flavio Ghirardi che con Ecolumiere viole migliorare l’illuminazione riducendo i consumi, e come fanno tutti gli altri che erano in gara a 360by360 competition e che sono stati selezionati anche grazie al grande lavoro che ha fatto Nuvolab Advisor della prima edizione della business plan competition di 360 Capital Partners.

da startupbusiness.it

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s