Perché oggi lanciamo LoveItaly!

Molti di voi si chiederanno cosa c’entra una realtà di investimento come la nostra con un progetto come LoveItaly!. LVenture Group è una società quotata in borsa attiva nel settore del Venture Capital che investe in startup digitali, mentre LoveItaly! è un’associazione non profit dedicata alla salvaguardia e alla promozione del patrimonio culturale italiano.  La risposta è nella formula del “Give Back”, il dare qualcosa alla società in cui viviamo.

Come azienda, LVenture Group ha a cuore la propria responsabilità sociale: anche se il nostro business è creare aziende e generare capitali, siamo convinti dell’importanza di partecipare attivamente per migliorare la società. Pensiamo che il modo più efficace per contribuire sia mettere in campo le proprie competenze migliori. Nel nostro caso queste sono le capacità di produrre innovazione e di creare connessioni e sinergie all’interno di un ecosistema ricco e diversificato che ci permette di attingere al mercato delle startup, ma anche ad una rete di corporate e aziende.

Per questo motivo abbiamo lanciato LoveItaly!. Crediamo che questo progetto, che sostiene l’arte e la cultura in maniera innovativa, rientri pienamente in questa linea di pensiero e ci permetta di collegare la nostra attività ad una causa nobile.

L’incontro con Tracy Roberts, Vice-Presidente e Co-Founder di LoveItaly!, che è una nativa americana, ci ha fatto rendere conto di quanto la comunità internazionale abbia a cuore il patrimonio culturale italiano e per questo ci siamo attivati per far incontrare il nostro network di investitori e il nostro expertise in ambito digitale con la salvaguardia di quest’ultimo.

In particolare, LoveItaly! punta a raccogliere e coinvolgere un movimento vasto e globale utilizzando lo strumento del crowdfunding. Il crowdfunding può essere definito come lo sforzo collettivo di molti individui che uniscono le proprie risorse per sostenere i progetti avviati da altri, solitamente (come in questo caso) attraverso internet, finanziandoli con contributi anche piccoli.

Si tratta di un sistema più antico e diffuso di quanto si pensi. Per esempio, pochi sanno che la Statua della Libertà è uno dei primi esempi di crowdfunding nella storia: i francesi donarono la statua e nel 1885, un anno prima che giungesse a destinazione, gli americani avevano le tasche quasi vuote e non potevano permettersi un “piedistallo” dove appoggiarla. Joseph Pulitzer, attraverso il suo giornale, invitò il popolo New Yorkese a fare una donazione e più di 120.000 cittadini risposero alla chiamata, donando meno di un dollaro permettendo di portare a termine il progetto. Anche la prima campagna elettorale di Obama nel 2008 è stata realizzata attraverso il crowdfunding.

Nel mondo il crowdfunding sta crescendo esponenzialmente. Nel 2014 sono stati raccolti $16.2 miliardi (+167% rispetto ai $6.1 miliardi del 2013) e nel 2015 questa cifra dovrebbe raddoppiare (è stimata in $34.4 miliardi)[1]. In Italia, il crowdfunding si è diffuso soprattutto a partire dal 2013 e nel 2014 in Italia esistevano già più di 50 piattaforme di crowdfunding di vario tipo, su cui erano stati “mossi” oltre 30 milioni di euro[2]. Questi numeri sono costantemente in crescita.

Il 63% dei 30 milioni donati sulle piattaforme di crowdfunding italiane fino al 2014 sono stati devoluti a progetti sociali. Inoltre secondo le statistiche di Kickstarter (piattaforma statunitense) nel 2014 erano già stati finanziati 48mila progetti in ambito culturale (per un valore di $270mln) e anche in Italia stanno aumentando sempre più le iniziative di stampo culturale[3]. Questi dati confermano il potenziale del crowdfunding per un progetto come LoveItaly!.

Siamo sicuri che il lancio di LoveItaly! sia il seme per la crescita di un grande progetto, che già sul nascere ha un grande potenziale di espansione internazionale. Ci auguriamo che sostenerlo come azienda possa rappresentare un esempio positivo per la comunità che ci circonda, invogliando le aziende e i singoli a unirsi a noi e “dare indietro” qualcosa alla società e ci impegneremo per fare sì che questo accada.

[1] Dati pubblicati da Massolution ad aprile 2015 (2015CF – Crowdfunding Industry Report).

[2] L’ultima ricerca accurata sull’intero mondo del crowdfunding in Italia fu effettuata nel maggio 2014 da Ivana Pais e Daniela Castrocaro ed era relativa quindi alla situazione che si era consolidata tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014, è attualmente in corso un nuovo studio dell’Università Cattolica.

[3] Secondo il rapporto presentato a ottobre 2013 dall’Italian Crowdfunding Network.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s