Quello che mi ha insegnato la storia del Weizmann Institute

Giovedì scorso sono stato ospite presso la residenza dell’Ambasciatore Israeliano Naor Gilon per un evento in onore del professor Daniel Zajfman, presidente del Weizmann Institute of Science, dove sono stati scoperti 7 dei 25 principali principi attivi scoperti negli ultimi anni. È stata una serata molto interessante che ha visto ribaltato il mio credo secondo cui la ricerca e la partecipazione degli scienziati debbano avere come fine ultimo le aziende per non essere considerate una perdita di valore. La metodologia dell’Istituto è totalmente diversa: i migliori scienziati portano avanti delle ricerche in modo libero e questa ricerca viene convogliata verso le aziende da una struttura ad hoc, Yeda. Gli scienziati non partecipano agli spin-off, lo sviluppo del business è portato avanti dalle aziende o dagli investitori (VC).

Zajfman inizialmente ci ha fornito alcune informazioni sull’Istituto, poi ci ha spiegato lo spirito dello stesso e infine ci ha mostrato come sono stati raggiunti gli incredibili risultati che il Weizmann può vantare oggi.

L’Istituto  fu fondato nel 1934 e solo nel 1949 prese il nome di Weizmann in onore del primo presidente di Israele, grande sostenitore dell’Istituto. Attualmente le facoltà sono sei: biologia, biochimica, chimica, fisica, matematica e computer science. Fra scienziati, ricercatori e staff nell’Istituto operano circa 2600 persone, organizzate in oltre 250 gruppi di ricerca.

Le attività svolte sono principalmente di ricerca di base. Una ricerca libera, senza immediati fini commerciali, con una prospettiva anche di trent’anni. Il rapporto con le aziende è molto forte e il trasferimento tecnologico è gestito da una società a cui gli scienziati non partecipano, la Yeda. Yeda è un’azienda interessata alla tecnologia che ha la possibilità di sfruttare la ricerca e di pagare una royalty in caso di successo nello sfruttamento commerciale. Insomma, l’Istituto partecipa al successo della propria ricerca. Le royalties incassate nel 2014 sono state pari a 440 milioni di dollari, quindi di gran lunga superiori ad altri centri di ricerca nel mondo.

Fondamentale è stata anche la creazione dell’industria del venture capital avviata con il programma Yozma e la capacità degli israeliani di connettersi con gli Stati Uniti. Israele rappresenta infatti il secondo paese per aziende quotate al NASDAQ.

Non potevamo non chiedere al professore quale fosse il segreto di questo successo. Zajfman ci ha spiegato come prima cosa che la scelta dei progetti di ricerca su cui lavorare avviene attraverso una selezione delle outstanding people più che dei progetti stessi. Il motivo è che, proprio perché sono dei progetti, sono difficili da valutare. Lo scienziato viene scelto per le sue capacità e la ricerca che porterà avanti avrà prima o poi applicazione.

Daniel ha poi sintetizzato così i fattori di successo del Weizmann:

  • libertà operativa per i ricercatori;
  • curiosità e capacità di mettere in discussione i dogmi e l’autorità pre-costituita, caratteristica insita nel popolo israeliano;
  • passione

Una lecture interessantissima di cui tenere conto.

 

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